[ venerdì, 12 dicembre 2014 ]

La Strelitzia reginae, un tripudio di colori e forme

strelitzia-reginaeNon tutti giardini – a causa delle differenze climatiche tra un’area e l’altra – possono permettere uno sviluppo ottimale di tante specie vegetali: in questi casi, tuttavia, è possibile ricorrere all’uso dei vasi, da riporre poi durante la stagione invernale in un luogo riparato, come può essere una piccola serra fredda, per svernare in modo ottimale evitando problemi a causa del freddo (temperature al di sotto dei 5 gradi possono causare i primi danni).

La Strelitzia reginae è un esempio di pianta erbacea che può contribuire a rendere unico un giardino o una casa, proprio perché con quelle sue foglie lunghe e di un bel verde intenso, sulle quali vanno quindi ad innestarsi quegli splendidi fiori arancioni, azzurri e violacei, che ricordano appunto l’Uccello del Paradiso, altro nome con cui è nota questa pianta.

Andando con ordine, possiamo dirvi che prima di tutto la Strelitzia reginae deve essere messa a dimora in un luogo soleggiato e caldo, e soprattutto, dove sia presente un terreno che sia sufficientemente ricco di nutrimento, ma altrettanto, che possa garantire un buon drenaggio, altrimenti potrebbero presentarsi delle difficoltà nello sviluppo sano della pianta, che dovrebbe confrontarsi con il rischio concreto di insorgenza di marciumi radicali importanti.

Tenete inoltre ben presente come questa pianta, a differenza del normale, si ritrovi in fase di riposo vegetativo nei mesi compresi tra maggio e luglio: in quel periodo dell’anno, dovrete limitare in maniera importante le irrigazioni, mentre che, a livello di concimazioni potrete sicuramente sospenderle, per favorire la fase di pausa della stessa pianta, la quale verso agosto tornerà invece a svilupparsi regolarmente.

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