Archivio di dicembre 2014

Trachycarpus fortunei, la palma che resiste al gelo

martedì, 23 dicembre 2014

Trachycarpus fortunei giardinoIl nome di questa palma, amiche ed amici del blog, probabilmente non vi dirà molto: Trachycarpus fortunei… Se frequentate spesso l’area dell’Italia Settentrionale, tuttavia, l’avrete sicuramente vista piantumata tra giardini e piazze, anche grazie alla sua rusticità veramente notevole, che le consente di vivere anche in aree piuttosto fredde.

Ma andiamo con ordine, parlando della rusticità: in effetti, questa palma è in grado di sopportare temperature che possono anche superare i -15 gradi, veramente molto basse, permettendone una messa a dimora praticamente in piena terra se non nei casi più difficili, dove la stessa può essere invece mantenuta in vaso.

Esaminiamo quindi ora le caratteristiche che deve avere il terreno in cui la stessa palma viene piantumata: va detto, infatti, che lo stesso deve essere sì ben ricco di nutrimento, tuttavia, non deve essere comunque troppo pesante, altrimenti, lo stesso potrebbe rivelarsi inadeguato a livello di apporto idrico alle radici, che finirebbero per essere totalmente in acqua, una situazione negativa per la crescita della pianta.

Passiamo quindi ora in rassegna gli aspetti che riguardano la potatura della stessa palma: non si può dire, infatti, che la Trachycarpus fortunei necessiti di tante cure al riguardo, potendosi infatti limitare ad eliminare le foglie ormai ingiallite, per evitare che le stesse possano causare l’insorgenza di problematiche a livello radicale, come del resto, si possono eliminare le foglie esterne al termine della stagione per favorirne una crescita più slanciata, con un tronco che risulta essere in questo modo eretto e ben lineare.

Le innaffiature devono essere abbondanti e, una volta al mese, anche arricchite di concime liquido – tra primavera ed estate – per favorirne uno sviluppo…

La Strelitzia reginae, un tripudio di colori e forme

venerdì, 12 dicembre 2014

strelitzia-reginaeNon tutti giardini – a causa delle differenze climatiche tra un’area e l’altra – possono permettere uno sviluppo ottimale di tante specie vegetali: in questi casi, tuttavia, è possibile ricorrere all’uso dei vasi, da riporre poi durante la stagione invernale in un luogo riparato, come può essere una piccola serra fredda, per svernare in modo ottimale evitando problemi a causa del freddo (temperature al di sotto dei 5 gradi possono causare i primi danni).

La Strelitzia reginae è un esempio di pianta erbacea che può contribuire a rendere unico un giardino o una casa, proprio perché con quelle sue foglie lunghe e di un bel verde intenso, sulle quali vanno quindi ad innestarsi quegli splendidi fiori arancioni, azzurri e violacei, che ricordano appunto l’Uccello del Paradiso, altro nome con cui è nota questa pianta.

Andando con ordine, possiamo dirvi che prima di tutto la Strelitzia reginae deve essere messa a dimora in un luogo soleggiato e caldo, e soprattutto, dove sia presente un terreno che sia sufficientemente ricco di nutrimento, ma altrettanto, che possa garantire un buon drenaggio, altrimenti potrebbero presentarsi delle difficoltà nello sviluppo sano della pianta, che dovrebbe confrontarsi con il rischio concreto di insorgenza di marciumi radicali importanti.

Tenete inoltre ben presente come questa pianta, a differenza del normale, si ritrovi in fase di riposo vegetativo nei mesi compresi tra maggio e luglio: in quel periodo dell’anno, dovrete limitare in maniera importante le irrigazioni, mentre che, a livello di concimazioni potrete sicuramente sospenderle, per favorire la fase di pausa della stessa pianta, la quale verso agosto tornerà invece a svilupparsi regolarmente.


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