Archivio di dicembre 2013

I fiori dell’inverno: l’elleboro

sabato, 28 dicembre 2013

elleboroSi sa, anche in inverno è bello poter ammirare la natura con i fiori, ma purtroppo sono veramente poche le piante che durante questa stagione riescono a regalarci il vero spettacolo della natura.

Ad ogni modo, oggi vi parleremo di un fiore invernale, forse uno tra i più belli, che potrete tenere tutto l’anno, coltivandolo direttamente in vaso: stiamo parlando dell’elleboro. Questi fiori sono i primi a fiorire con l’arrivo della stagione primaverile e possono riempire di colore i balconi oppure i giardini durante l’intero anno.

Ma di cosa hanno bisogno queste piantine invernali?

Diciamo che nel complesso non si parla di piante che richiedono molte cure, piuttosto non amano il sole diretto e preferiscono un clima più fresco. Il terriccio invece deve essere ricco di argilla e di calcio. Un altro consiglio da tenere a mente è che la pianta non dovrà assolutamente essere trapiantata in età adulta e, inoltre, è preferibile non utilizzare vasi poco profondi e terreno poco drenante.

Gli ellebori necessitano di acqua durante il periodo di siccità e devono essere concimati una volta all’anno. Come potrete ben vedere, le foglie di questa piantina sono verdi durante l’interno anno e cresceranno in continuazione, anche se saranno in una zona ombrosa del giardino. Come detto, poi, durante l’inverno si potranno ammirare i fiorellini e quindi se volete una pianta con fiori durante la stagione più fredda dell’anno, non ve la fate perdere!

Pronti a prendervi cura dei vostri fiori invernali?

La cura della Jubaea Chilensis

lunedì, 9 dicembre 2013

jubaea-chilensisVorreste dare un tocco esotico alla vostra oasi verde, trasformandola in un magnifico giardino in cui convivano specie di ogni tipo, anche le più strane, e che mai ci si potrebbe aspettare di riuscire a far crescere pure in Italia?

Allora anche oggi torniamo tra le piante che fanno parte della famiglia delle Arecaceae e vi citiamo un nome insolito: si tratta della Jubaea Chilensis, nota anche come Jubaea spectabilis, famosa per raggiungere dimensioni ragguardevoli e per avere un portamento tendente al tozzo.

Questa palma è contraddistinta da una notevole rusticità, che è seconda solo a quella dei Trachycarpus, considerando come la stessa resiste a temperature prossime praticamente ai -15 gradi, tenendo presente piuttosto che siano condizioni di estrema umidità e pioggia a danneggiarla peggio del freddo.

Per essere piantata, la Jubaea Chilensis necessita di un terreno ben drenante, che le assicuri appunto l’assenza di stagnazione di acqua, e le innaffiature della stessa debbono avvenire con una minor frequenza rispetto ad altri tipi di palme: in piena terra, questa palma può raggiungere la ragguardevole altezza di circa dieci metri, con un tronco particolarmente liscio ed eretto, sul quale si innestano anche delle foglie arcuate, che possono raggiungere delle dimensioni generose.

La Jubaea Chilensis presenta dei frutti che assomigliano a delle noci di cocco, sebbene siano di dimensioni più contenute, al cui interno si trovano dei semi che assicurano in tantissimi casi una riproduzione molto semplice, per la gioia di coloro i quali possono raccogliere i semi passeggiando in luoghi in cui le stesse portano a maturazione i proprio frutti.

Come curare una Brahea Armata

domenica, 1 dicembre 2013

brahea-armataAnche se tante persone ritengono che le palme, o Arecaceae, siano da affiancare essenzialmente a quei panorami esotici e fin troppo lontani da casa nostra, in realtà, ci sono tante specie di palme che possono essere colvitate in piena terra anche alle nostre latitudini e, tra queste ultime, oggi vi parleremo della Brahea Armata.

Questa pianta è nota anche come Brahea glauca o roezli, e le sue origini affondano nientemeno che nella california, dove la stessa si trova in natura in terreni piuttosto aridi, crescendo spontaneamente fino ad un’altitudine di 600 metri, ma conservando – a discapito di quanto si possa ritenere – una rusticità veramente notevole.

La Brahea Armata riesce infatti a crescere senza particolari problemi all’aperto alle nostre latitudini, sopportando temperature che arrivino addirittura a più di -10 gradi (in alcuni casi, vi sono testimonianze di resistenza fino a -15 gradi), sebbene la stessa venga coltivata più spesso nelle zone marittime, venendo snobbata in altre aree dal grande potenziale (laghi settentrionali italiani).

Dal punto di vista dello sviluppo, la Brahea Armata si contraddistingue per una crescita lenta, che la porta a mostrare il suo tronco (stipite) unicamente attorno ai quindici anni di età, necessitando la stessa di una posizione in sole completo e di un terreno contraddistinto da un potere drenante, abbisognando comunque la stessa di un buon livello di irrigazione e di concime almeno durante i primi anni di sviluppo.

In condizioni climatiche adeguate, la palma può arrivare a raggiungere un’altezza pari a ben quindici metri, presentandosi con quelle sue foglie a ventaglio di generose dimensioni, di un colore tendente al glauco, e presentando inoltre dei frutti di colore giallo.


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